Come si arriva alla diagnosi

La diagnosi è clinica, e quasi sempre multidisciplinare: la manovra dell’uncino di un medico che conosce la condizione, la ricostruzione 3D della TAC e l’ecografia dinamica, nelle mani di chi le sa eseguire e leggere.

La manovra dell’uncino (hooking maneuver)

È il gesto che trova questa condizione, descritto come test specifico nel 1977 da Heinz e Zavala. Il medico infila le dita sotto il margine delle ultime coste, dove la punta della costa si può afferrare, e tira delicatamente in avanti e verso l’alto.

Il test è positivo quando riproduce il dolore che il paziente conosce già, oppure quando la costa si muove in modo evidente sotto le dita, a volte con lo scatto. La conferma non è un dolore qualsiasi: è quel dolore, riconoscibile.

Insieme al dolore il medico cerca la dolorabilità lungo la cartilagine costale, una mobilità della costa che non dovrebbe esserci e, in alcuni casi, una separazione palpabile di un centimetro o più nel punto in cui la costa si inserisce davanti.

Si esegue su entrambi i lati, perché il confronto con il lato sano è parte del test. Dura pochi secondi ed è fastidiosa, a volte molto: se stai per farla, sappilo prima. È anche il motivo per cui una parte dei clinici la considera ormai superata, e preferisce arrivare alla conferma con le immagini.

La ricostruzione 3D della TAC

In una TAC letta come si fa di solito la cartilagine costale quasi non si vede. È il tratto morbido che prolunga la costa verso lo sterno, e nelle immagini normali si confonde con i tessuti intorno, quindi la parte che ci interessa non compare. Per questo il referto torna quasi sempre pulito.

La ricostruzione tridimensionale non è un secondo esame. Sono gli stessi dati, rielaborati: il computer rimonta le immagini una sull’altra e costruisce un modello del torace che si può girare e guardare da fuori. Lì la cartilagine compare, e con lei le coste che sporgono, le cartilagini deformate o interrotte, e la forma del margine costale nel suo insieme.

Serve però che qualcuno la chieda. La ricostruzione non arriva automaticamente insieme alla TAC: va richiesta, e va guardata da un medico che sappia che cosa cerca. Una TAC senza quel passaggio non esclude la sindrome.

L’ecografia dinamica

È l’esame che guarda mentre ti muovi, e per questo l’unico che può cogliere il fenomeno nel momento in cui accade. La sonda resta appoggiata sul bordo costale e ti viene chiesto di fare qualcosa che provoca l’episodio: un sollevamento del busto, una manovra di Valsalva, un movimento che sai essere scatenante.

Se in quel momento la punta della costa scivola sotto quella sopra, l’operatore la vede e può registrarla. L’ecografia mostra inoltre la cartilagine con un dettaglio che le altre immagini non danno.

  • Dipende moltissimo da chi la esegue. Serve un operatore che conosca la condizione e sappia che cosa far fare al paziente: non è un’ecografia dell’addome.
  • In tutta Europa sono pochissimi quelli che la eseguono per questa condizione.
  • Se durante l’esame la costa non scivola, non è escluso niente: la sindrome resta episodica anche sotto la sonda.

Nella pagina degli specialisti sono segnalati i professionisti che dichiarano di eseguirla, filtrabili con l’etichetta «Ecografia dinamica».

Il blocco anestetico

Quando il quadro resta incerto, si può iniettare un anestetico locale attorno ai nervi intercostali interessati. Se il dolore sparisce, l’origine è quella.

Ha anche un secondo valore. Chi valuta un intervento usa spesso la risposta al blocco come indicatore: se togliere il segnale nervoso toglie il dolore, agire su quel punto ha più probabilità di funzionare.

Le opzioni di trattamentoTrova uno specialista

Da dove viene questa pagina

  • Heinz GJ, Zavala DC, 1977: descrizione della manovra dell’uncino come test clinico.
  • Materiale divulgativo di srsinfo.org e slippingribsyndrome.org, per i segni cercati alla palpazione, il ruolo della ricostruzione 3D e dell’ecografia dinamica, e i limiti degli esami standard.
  • Rassegne sull’impiego dell’ecografia dinamica nella slipping rib syndrome e sui suoi limiti operatore-dipendenti.
  • Letteratura sul blocco anestetico intercostale come conferma diagnostica.